Vi è anche una leggenda in merito al Santo Patrono della piccola cittadina pugliese. Questa leggenda è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e narra che, dopo il trasferimento del Re e del Governo da Roma a Brindisi, in tutto il territorio brindisino furono dislocate truppe italiane e, in modo particolare, alleate. A San Pancrazio erano presenti soprattutto reparti americani che, individuati dai tedeschi, venivano bombardati continuamente. Per questo motivo, gli abitanti del paesino dovevano spesso ricorrere ai ripari dalle bombe. Durante uno dei bombardamenti, un giovane soldato toscano, prestante servizio a San Pancrazio Salentino, vide sul sagrato della chiesa un ragazzo che afferrava al volo le bombe che cadevano e le passava, poi, da una mano all’altra quasi fosse un giocoliere. Il soldato, spaventato, gli gridò di smetterla e di mettersi al sicuro, ma il giovane lo guardò, gli fece un sorriso strano ed entrò in chiesa, passando inaspettatamente attraverso l’ingresso principale che, in quel momento, era chiuso. Cessato l’allarme, il militare si mise alla ricerca del misterioso giovane avvistato precedentemente, ma, con grande meraviglia, non appena entrò in chiesa la trovò vuota e notò che la statua di San Pancrazio era identica al giovinetto che aveva visto sul sagrato. L’uomo capì di essere stato testimone di un evento prodigioso e ne fu profondamente turbato. Finita la guerra, il soldato toscano tornò a casa, ma, in segno di devozione nei confronti del Santo, ogni anno decise di recarsi a piedi in pellegrinaggio a San Pancrazio. Coloro che raccontano questa storia sono realmente convinti che il Santo martire abbia avuto un ruolo determinante in questa vicenda. La piccola cittadina, infatti, in quel bombardamento subì pochissimi danni: solo una bomba cadde e colpì la stazione ferroviaria, ma non fece vittime.

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